Stare in campana

Questo modo di dire il cui significato è a tutti noto e adoperato a ogni piè sospinto quando ci si rivolge a una persona per invitarla a essere vigile e pronta, soprattutto allorché ci si trova in una situazione delicata, difficile o facilmente contestabile (stai in campana, Giovanni, tutti i sospetti, gli indizi sono contro di te) è tratto – naturalmente in senso figurato – dal gergo sportivo, precisamente dal gioco della pallacanestro.

Gli appassionati di questo sport dovrebbero conoscerlo: la segnaletica del campo di gioco presenta – davanti alla porta avversaria e sotto il canestro – una sorta di campana entro cui il giocatore deve essere molto attento, vigile, perché deve impedire all’avversario di centrare il canestro con il pallone.

Il giocatore che si trova dentro quel recinto deve, insomma, stare in... campana. Di qui, per l’appunto, l’uso figurato della locuzione.

08-11-2010 — Autore: Fausto Raso