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Bruno Lauzi
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Gli ultimi anni

Negli ultimi anni di vita, nonostante la sofferenza per la patologia che l'aveva colpito (una grave forma di malattia di Parkinson) Lauzi conserva intatta la sua straordinaria verve, la schiettezza e il grande senso dell'ironia, che lo porta persino a indirizzare una lettera a Mr. Parkinson. In questo ambito promuove diverse iniziative per la raccolta di fondi per lo studio e l'assistenza agli ammalati di Parkinson con una serie di dischi e poesie appositamente dedicati.

Regala i diritti d'autore di una sua poesia, La mano, da utilizzare liberamente come gadget, stampata su oggetti e manifesti promozionali dell'Associazione Italiana Parkinsoniani. La lirica racconta appunto il tremore della sua mano dovuto al Parkinson.

Colpito da un cancro metastatico al fegato nell'aprile del 2006, muore nell'ottobre dello stesso anno

Il 3 aprile del 2005, in occasione del "Compleanno del Friuli", Lauzi aveva pubblicato un cd in lingua friulana, su testi adattati per lui e altri artisti friulani da Alberto Zeppieri, dal titolo Bruno Lauzi in marilenghe (Numar Un - N1 BL 9-05).

Tra i brani si evidenziano soprattutto Il poeta e "La acuile", con la Corale Gioconda (dei Parkinsoniani dell'Ospedale Gervasutta di Udine) e i contributi in voce di Mogol, cosa rarissima - forse unica - nella discografia.

Nell'aprile dell'anno dopo, su invito di Zeppieri Lauzi proporrà l'album dal vivo, con l'orchestra "Canzoni di Confine", all'auditorium Zanon di Udine, in uno degli ultimi concerti completi della sua vita. Da quell'evento è stato ricavato un memorabile album live, dal titolo Conciert pe Fieste dal Friul(Numar Un - N1 AC 13-06).

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Nel 2001 aveva realizzato la docu-fiction Ora dicono fosse un poeta. Conversazioni e divagazioni con Bruno Lauzi, dedicata alla sua attività di poeta, per la regia di Antonio De Lucia e Filippo Viberti, con la partecipazione di Felice Andreasi.

A giugno del 2005 era uscito il suo ultimo romanzo, dal titolo curioso Il caso del pompelmo levigato, edito da Bompiani, mentre nel 2006 aveva partecipato alla realizzazione del disco-tributo ... a Pierangelo Bertoli (pubblicato per ricordare il cantautore di Sassuolo) interpretando Sera di Gallipoli.

Al suo nome è stata dedicata l'edizione 2006 del Premio Tenco ed è stato istituito il Premio Anacapri Bruno Lauzi, che si svolge ogni anno dal 2008 ad Anacapri.

Un artista controcorrente

Lauzi è stato sempre un uomo controcorrente, e, tra le sue passioni, oltre alla musica e alla letteratura, vi erano la politica, il calcio (era tifoso della Sampdoria) e la ricerca dei funghi, tanto da definirsi "poeta fungaiolo". Ivano Fossati lo ha definito "un vero anticonformista": a partire dalla politica, di cui negli ultimi anni amava scrivere anche su giornali e alcuni siti internet, fino agli aspetti musicali.

Amava differenziarsi dagli altri cantautori, non disdegnando di interpretare brani di altri autori, pur scrivendo brani stupendi per molti interpreti, che a volte poi interpretava successivamente (come con Piccolo uomo). La sua attenzione al mercato latinoamericano lo fece diventare molto noto in America meridionale, e tra i suoi ammiratori ci fu anche lo scrittore Gabriel García Márquez, che gli chiese l'autografo dopo un'esibizione.

Rifiuterà anche un ruolo in Casanova di Federico Fellini preferendo il programma televisivo in cui era all'epoca impegnato, e un'esibizione al Festival dell'Unità, chiedendo invece all'organizzatore della serata di occuparsi prima della liberazione dai gulag degli artisti sovietici lì imprigionati.

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L'interesse per la politica

Negli anni sessanta e settanta, mentre molti tra i più noti cantautori, come gli amici De André, Paoli e Tenco, "militavano", in vario modo, a sinistra, Lauzi scelse di intervenire in diversi comizi e prodigarsi per il Partito Liberale, ironizzando anche su Mao Tse-tung, con Arrivano i cinesi (1969). Nel 1977, in un periodo di intensa politicizzazione della musica, scrisse Io canterò politico, una canzone-invettiva contro i cantautori politici di sinistra, definiti «i miei finti colleghi che fan rivoluzioni / seduti sopra a pacchi di autentici milioni» (salvando tra tutti solo Guccini), e che fu presentata al Premio Tenco. Negli anni '50 aveva collaborato alla nascita del quindicinale politico liberale L'Altolombardo.

Lauzi era amico anche di Enzo Tortora, che difese e sostenne quando venne licenziato dalla RAI e quando sarà ingiustamente arrestato nel 1983, venendo poi candidato dal Partito Radicale. Bruno Lauzi fu iscritto per molti anni al Partito liberale - e attivo militante per lo stesso - fino al 1988, in cui lasciò il gruppo in polemica per l'appoggio al governo di Giovanni Goria (anni dopo presenzierà invece al congresso di fondazione dell'Unione di Centro liberale, tenutosi a Sanremo nel 1993 e continuerà comunque a scrivere di politica), inviando al XX congresso un messaggio ironico per il segretario: "Da questo momento smetto di essere un militante liberale. Tornerò nel partito a due condizioni: la mia elezione a segretario del PLI oppure che Altissimo impari a suonare la chitarra".

Egli dichiarò, sul suo impegno politico nel PLI e nell'UDC:

«Sono naturalmente un uomo di centro. Sono nato con il liberismo e già negli anni '50 andavo in calzoncini corti ai comizi del partito comunista, dove c'era il ritratto di Stalin alto 20 metri, con in tasca "giustizia e libertà" di Edgardo Sogno [probabilmente si riferisce alla rivista "Pace e libertà", NDR] e in copertina la scritta "Stalin assassino". Ed ero solo. Ora possiamo costruire una forza equa che recuperi i valori del centrismo con un piede nella tradizione e uno nel futuro.»

Mostrò interesse per Forza Italia di Silvio Berlusconi, ma non lo appoggiò, come ricorda nell'autobiografia, perché lo considerava affetto da "sindrome di Peter Pan italiano", a base di gadget, spille, battute e musichette («orribili, ma pur sempre meglio di Bandiera Rossa», dirà). Poco prima di morire, pubblicò invece una dichiarazione di voto per il centro-destra perché favorevole all'uso dell'energia nucleare.

Dopo il periodo del PLI e del centrismo, l'unico impegno ufficiale di Lauzi fu quello civile e sociale di sostegno all'Associazione Italiana Parkinsoniani, quando fu colpito dalla patologia neurodegenerativa.

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera

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