La sinergia

Se c’è un termine, oggi, di cui si fa abuso, e molto spesso a sproposito, questo è la sinergia. Molti lo adoperano perché è di moda ma non sanno esattamente cosa sia. Chiediamo lumi, dunque, a Cesare Marchi.
«Si parla spesso di sinergie. Riferendosi specialmente agli editori di giornali che cercano, mediante le sinergie, di abbassare i costi. La parola viene dal greco συν- (syn-, insieme), e ἔργον (èrgon, opera, azione); vale a dire collaborazione. Grazie alle sinergie, la stessa pagina può comparire su testate differenti.
Ma contro questa novità tecnologica i giornalisti han dimostrato allergìa, che deriva pure da ἔργον (èrgon) e vuol dire reazione contraria. Temono infatti che lo scambio di pagine preconfezionate riduca i posti di lavoro.
Questa del resto è una preoccupazione comune a tutti i lavoratori, compresi gli addetti alla metallurgìa, altro vocabolo derivante da ἔργον (èrgon), cioè lavorazione dei metalli. Lavoro duro, per il quale occorre molta energìa(il solito ἔργον èrgon).
Tuttavia il lavoro va inteso come strumento di liberazione dell’uomo, non come una condanna a vita. Insomma non deve essere un ergastolo; dal greco ἐργαστήριον (ergastérion, casa di lavoro per schiavi e condannati ai lavori forzati).
Quando un malato ha bisogno d’un intervento operatorio, si affida al chirurgo, medico che opera con le mani, dal greco χείρ (chèir, mano) e ἔργον (èrgon), opera. Per tornare alla sinergìa, questo termine è stato mutuato dalla scienza medica in quanto è un fenomeno per cui un dato effetto terapeutico si ottiene mescolando due o più medicamenti che interagiscono provocando sull’organismo un’azione più efficace e immediata.
Dizionari Repubblica.it - sinergia

21-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Ora di punta

Ci scrive Stefano T. da Enna: «Gentilissimo dr Raso, il caso ha voluto che mi imbattessi nella sua meravigliosa rubrica, che non abbandonerò più. Ne approfitto sperando che possa soddisfare una mia curiosità che mi assilla da tempo: perché si dice “ora o ore di punta”? Grazie per il suo meritorio lavoro. Cordialmente».

Cortese Stefano, si dice ora o ore di punta — come lei sa — per indicare le ore della giornata in cui si registra un maggiore afflusso di persone in un determinato luogo.

L’espressione è mutuata dai diagrammi statistici, in cui l’indice più alto si stacca nel grafico come una punta.

L’espressione, però, è invisa ai puristi che la ritengono ardita. Per costoro sarebbe meglio dire ore di maggior folla, ore di affollamento o espressioni simili.

18-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Immancabilmente

Due parole, due, su un avverbio che, a nostro modo di vedere, molto spesso è adoperato impropriamente: immancabilmente. E ci spieghiamo.

Sovente è usato con l’accezione di indubbiamente, certamente, sicuramente e simili: ti telefonerò, immancabilmente (certamente, sicuramente, senza dubbio), la prossima settimana.

Il significato proprio dell’avverbio è, invece, senza mancanza, che non subisce una mancanza, sempre, potremmo dire, derivando dal verbo mancare.

È corretto, quindi, solo in frasi in cui c’è il concetto di mancanza: ogni domenica, immancabilmente (non manca mai) va allo stadio per assistere alla partita del cuore.

17-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink