Sono punto contento

Gentile Mario di Monterotondo, l’avverbio punto (l’aggettivo è un toscanismo e in buona lingua italiana è da evitare) non necessariamente deve essere in compagnia di una negazione. Si può dire, per tanto, sono punto contento o non sono punto contento.

Quando nacque ebbe il significato di minima quantità, poco e simili. In questo senso e senza negazione l’adopera il principe degli scrittori, Alessandro Manzoni.
C’è da dire, però, che nell’uso è più frequentemente usato con l’accezione di niente affatto per rafforzare una frase negativa: non sono punto soddisfatto del tuo comportamento.
La legge grammaticale, cortese amico, lascia, quindi, libera scelta — al parlante e allo scrivente — circa l’uso della negazione con l’avverbio punto.

08-03-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Participio passato?

Ci scrive Mario di Roma: «Egregio Dottore, vorrei sapere se sono grammaticalmente corrette le seguenti espressioni: ho mangiata la mela; la mela che ho mangiata; ho fatte presenti le ragioni; le ragioni che ho fatte presenti. Grazie».

Tutte le frasi elencate sono grammaticalmente corrette, cortese Mario. E questo perché il participio passato di un verbo transitivo attivo si può accordare con il complemento oggetto, specie se quest’ultimo precede il verbo o è espresso (il complemento oggetto) da una così detta particella pronominale atona (mi, ti, ci ecc.).
Si può benissimo dire, quindi, ho mangiato la mela e ho mangiata la mela; abbiamo aperto la porta e abbiamo aperta la porta; dipende esclusivamente dal gusto stilistico di chi scrive o parla.
Con i pronomi relativi è preferibile lasciare il participio passato invariato, cioè nella forma maschile singolare: le poesie che ho letto (ma anche lette). Come vede la grammatica dà ampia facoltà di scelta.

07-03-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Non distinguere i bufali dalle oche

Il senso di questo modo di dire ci sembra lampante: non vederci bene e, metaforicamente, non capire bene le cose, non saper discernere per mancanza di intelligenza; essere ignoranti o inesperti.

Il significato principe dell'espressione è però, potremmo dire, essere un ritardato mentale. La locuzione nasce dal confronto dei due animali. Quindi...

04-03-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink