Sanguinoso, sanguinario

Si presti attenzione ai due termini: il primo può essere tanto sostantivo quanto aggettivo (quell’uomo è un sanguinario; un pazzo sanguinario); il secondo è solo aggettivo (una ferita sanguinosa). Vediamo la composizione e il significato intrinseco delle due parole.

Sanguinario, dunque, significa che è portato a uccidere e ce lo dice il suffisso -ario atto a indicare un mestiere, una professione, un’attività (impresa / impresario; banca / bancario; sangue... sanguinario).

Sanguinoso, invece, con il suffisso -oso che indica la presenza di una certa qualità o condizione, sta per sporco di sangue.

Etimo.it — sanguinario
Etimo.it — sanguinoso

16-02-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Massa e massacro

Due parole, due, su alcuni termini che — a nostro modo di vedere — coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere dovrebbero adoperare — come usa dire — con le pinze. Sappiamo già che quanto stiamo per scrivere aprirà il balletto delle contestazioni. Ma tant’è.
Cominciamo con il primo vocabolo, massa, che come recitano i vocabolari indica un «aggregato informe di elementi materiali della stessa specie; quantità di materia che si presenta o si considera come un insieme più o meno compatto». Questa è, infatti, l’accezione primaria.
Oggi è invalso l’uso (riportato anche dai dizionari) di adoperare il termine in senso figurato: cultura di massa, comunicazioni di massa e simili. A nostro avviso questo sostantivo dovrebbe essere riservato esclusivamente alla terminologia della fisica.
Non riteniamo ortodosse, quindi, le espressioni andare in massa; la gente si è ribellata in massa; educare le masse; le masse orchestrali e locuzioni simili. In questi casi ci sono espressioni più appropriate: andare tutti assieme; la gente si è ribellata tutta, unanimemente; educare la gente, il popolo; il complesso orchestrale.
E veniamo al secondo termine che è un vero e proprio francesismo: massacre (macelleria). Ci sono parole, proprie della nostra lingua, che esprimono lo sesso concetto del francese massacro. C’è solo l’imbarazzo della scelta: eccidio; sterminio; genocidio; macello; strage; carneficina; distruzione; scempio.
Lo stesso discorso per quanto attiene al verbo massacrare e al sostantivo massacratore. Il verbo barbaro si può sostituire con: sterminare; fare scempio; trucidare e simili. Il sostantivo con i vocaboli italiani: trucidatore; sterminatore e via dicendo.
Etimo.it — massacro

15-02-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Ricevere (o fare) un cicchetto

Questo modo di dire dovrebbe essere particolarmente noto agli amici lettori piemontesi, perché la locuzione in oggetto è nata nella loro terra ed esportata nella lingua nazionale con il significato di ricevere (o fare) un rimprovero. «Il rag. Papini uscì dalla stanza del direttore generale con il viso stravolto: aveva ricevuto un cicchetto, era stato, cioè, aspramente rimproverato per la sua incorreggibile insubordinazione».

Vediamo, dunque, l’origine del termine che — come dicevamo — proviene dal piemontese cichet e questo dal provenzale chiquet, piccolo bicchiere, bicchierino e, per estensione, il contenuto di questo.

Il passaggio semantico da bicchierino a rimprovero, nato dapprima negli ambienti militari — secondo L. Renzi — «deve esser nato nelle caserme così: chi veniva chiamato in disparte dal superiore per una strigliata, sarà tornato riferendo scherzosamente ai colleghi che il capitano (o chi per lui) gli aveva dato ‘un cicchetto’: e cioè offerto da bere».

Da cicchetto è stato coniato il verbo — forse poco conosciuto — cicchettare (rimproverare).

12-02-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink