La preposizione a

Due parole, due, sull’uso corretto della preposizione a che concorre alla formazione di molte locuzioni avverbiali in cui la suddetta preposizione va sempre ripetuta.

Chi vuole parlare e scrivere correttamente dovrà dire, per tanto, a mano a mano; a poco a poco; a passo a passo; a tre a tre; a spalla a spalla; a goccia a goccia; a faccia a faccia ecc.

Chi non ripete la preposizione e dice, per esempio, corpo a corpo incorre se non in un errore in un francesismo che in buona lingua italiana è da evitare.

Come sono da evitare le espressioni — anche se di uso comune — pasta al sugo; gelato al cioccolato; risotto ai funghi e simili. La preposizione a, in questi casi, va sostituita con la sorella con (riso con i funghi). Perché?  Perché si tratta di un complemento di mezzo, ma potremmo dire anche di unione.

29-11-2014 — Autore: Fausto Raso — permalink


Mettersi di punta

Chi non conosce questo modo di dire — adoperato a ogni piè sospinto — che significa essere decisi a portare a compimento una determinata cosa, costi quel che costi”?

L’espressione, usata in senso figurato, fa riferimento alla  punta della lancia: come se la cosa da affrontare fosse un nemico davanti al quale ci si presenta con la punta della lancia.

La locuzione si adopera anche — sempre in senso figurato — riferita a persone che agiscono con accanimento, spinte da un puntiglio, un risentimento e simili.

In questo significato l’espressione è simile all’altra: prendere di punta, vale a dire trattare qualcuno in modo brusco, quasi lo si sfidasse a un duello con la lancia.

27-11-2014 — Autore: Fausto Raso — permalink


Usi erronei della preposizione di

Due parole, due, sull’uso erroneo della preposizione di che va sostituita con altre che fanno alla bisogna. Come il solito pilucchiamo qua e là mettendo in corsivo la preposizione errata e in parentesi quella appropriata.

Gentile amico, voglia onorare la cerimonia di inaugurazione del locale della (con la) sua presenza; quel fanciullo è solito di (a, ma meglio ancora senza alcuna preposizione) piangere per un nonnulla; il due novembre tutti i cristiani recitano le preghiere dei (per i) morti; alla fine dello spettacolo nessuno poté trattenersi di (dall’) applaudire; il giovinetto, anche se preso sul fatto, si guardò bene di (dall’) ammettere la sua colpevolezza; stia tranquillo, gentile cliente, il nostro personale farà  tutto il possibile di (per) accontentarla; la grande sala era pavimentata di (con) marmi di vari colori; di tanto in tanto gli ingranaggi vanno unti di (con) grasso; il bel viale è fiancheggiato di (da) platani maestosi; la gente cominciò a spazientirsi di (da, per) così lunga attesa;  quel povero barbone era sfinito di (dalla) fame.

22-11-2014 — Autore: Fausto Raso — permalink