I bottoni

Vogliamo vedere, cortesi amici, come sono nati i bottoni, vale a dire quegli aggeggi di metallo o altro materiale che servono per unire le parti di un indumento? La 'parola' a Enzo La Stella.
«Questo indispensabile accessorio dell'abbigliamento (i bottoni) era sconosciuto agli Assiri, agli Egiziani, ai Cinesi, ai Romani e ai Greci; anche nel Medioevo e nel Rinascimento, poi, la gente doveva contentarsi di legacci e spille per tenere insieme i propri capi di vestiario, finché a un ignoto e geniale sarto venne l'idea di aprire nel tessuto un'apertura a forma d'occhio (l'occhiello), attraverso la quale fare spuntare o germogliare (dall'antico termine francese boteter) un pezzo d'osso o di legno fissato al tessuto sottostante.
Il gioco era fatto e, subito, gli uomini decisero di portare i bottoni sul lato destro delle loro giacche, mentre alle signore, use a esser vestite dalla cameriera, parve logico metterli a sinistra, per agevolare il compito alla preziosa ausiliaria.
I bottoni, ovviamente, piacquero anche ai militari, specie quando il progresso tecnologico permise di produrne di bellissimi, lucenti e decorati con aquile, cannoni e fronde di quercia o di alloro. E quegli inutili bottoncini che ornano il polso delle giacche da uomo e che oggi, se lasciati sbottonati ad arte, dovrebbero indicare la differenza fra un capo sartoriale e uno di serie?
Sarebbero stati introdotti da Federico il Grande di Prussia per togliere ai suoi granatieri il viziaccio di usare il polsino della giubba come surrogato del fazzoletto
».

02-05-2019 — Autore: Fausto Raso