Prendersi la pena di...

Quanto stiamo per scrivere — siamo certi — non avrà l’approvazione di qualche linguista che dovesse imbattersi, per caso, in questo sito. Comunque…

Il sostantivo femminile pena che, a seconda del contesto, può significare castigo, punizione, sanzione, tormento, compassione ricorre in numerose locuzioni francesizzanti che in buona lingua andrebbero evitate, anche se immortalate negli scritti di autori classici.

Vediamole. Prendersi la pena di... o Darsi la pena di... : Giovanni si dia la pena di rispondermi al più presto. In buona lingua meglio: Giovanni si prenda la briga di (o locuzioni simili) rispondermi al più presto; Aver pena a... : Luigi non avrà troppa pena a fare quel lavoro. Molto meglio: Luigi non avrà troppa difficoltà a fare quel lavoro; Valer la pena di... : Vale la pena di ignorare tutto ciò che dice. In lingua sorvegliata si dirà: Conviene, è meglio ignorare tutto ciò che dice; A pena di... : I trasgressori sono soggetti a pena di multa. Meglio: I trasgressori sono soggetti a una multa.

10-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Insieme a o insieme con?

Molto spesso, nello scrivere (soprattutto), sorge il dubbio se sia più corretta la forma insieme con o insieme a.

Chiariamo subito, a scanso di equivoci, che entrambe le forme sono considerate corrette anche se — c’è sempre un se — la legge linguistica imporrebbe solo l’uso della preposizione con (insieme con) e perché la locuzione insieme con introduce il complemento di compagnia e perché l’equivalente latino (simul cum) si costruiva allo stesso modo. Il latino non è il padre dell’italiano?

Nel linguaggio odierno, però, sembra stia prendendo il sopravvento la forma familiare insieme a , in barba alle norme grammaticali. Personalmente preferiamo e consigliamo la forma dotta insieme con : domani uscirò insieme con Mario.

09-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Demolire e sopperire

Il verbo demolire (si veda Etimo.it - demolire ) ha un’accezione ben precisa, abbattere qualcosa e, per estensione, atterrare, rovinare, distruggere e simili: demolire un vecchio fabbricato. È correttamente adoperato, insomma, riferito a cose materiali.

Oggi è invalso l’uso — a nostro modo di vedere improprio, se non errato — di usarlo — probabilmente seguendo i nostri cugini francesi — riferito alle questioni morali: Giovanni è riuscito a demolire tutte le argomentazioni dei suoi avversari.

A nostro avviso, ci sono verbi più appropriati che fanno alla bisogna: screditare, stroncare e simili, a seconda dei casi. Chi ama il bel parlare e il bello scrivere ne tenga conto.

08-03-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink