Escruciare

Ci scrive Saverio T., da Cesena: « Cortese dott. Raso, rassettando la soffitta ho rinvenuto un vecchio libro di mio nonno, l’ho aperto a caso e mi ha colpito un verbo che non avevo mai sentito:  “escruciare”. Le riporto la frase: “Il padre, spazientito, disse al figlio che non avrebbe dovuto più escruciare la madre con le sue richieste inammissibili”. Ho cercato il verbo nei dizionari, invano. Sa dirmi il significato? »

Gentile amico, è un verbo non più in uso e relegato, quindi, nella... soffitta della lingua. Significa tormentare.

È intensivo del verbo cruciare , ancora in uso. Clicchi su cruciare.

09-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Passare in cavalleria

Ci scrive Gennaro S., da Capua (CE): « Gentile dott. Raso, potrebbe spiegare, cortesemente, cosa significa “passare in cavalleria”? Sento spesso quest’espressione ma, le confesso, non ne “afferro” il significato. Seguo sempre le sue “noterelle” sul buon uso della lingua italiana. Grazie e cordialità ».

Appena attaccata la cornetta del telefono Giannino si rivolse alla moglie con aria mesta ed esclamò: « Ormai di quell’affare non se ne fa più nulla, non se ne parla più, cara, è passato in cavalleria ».
Il figlio Marco, sentendo questa frase che ai suoi orecchi sonava ridicola, non poté fare a meno di chiedere spiegazioni circa l’uso e le origini. Come può un affare andare a cavallo, pensò, e soprattutto che cosa significa passare in cavalleria ?
Si usa questo modo di dire — come i più sanno — quando si vuole mettere in risalto il comportamento scorretto di una persona alla quale è stato prestato un oggetto che non viene più restituito; oppure, per estensione, il comportamento non cavalleresco di una persona che trascura, ma soprattutto che non mantiene gli impegni presi e concordati. Quante volte, gentili amici, vi sarà capitato di notare che un accordo preso con qualcuno non è stato rispettato e che il tutto è passato in cavalleria ? Per contarle occorrerebbe una calcolatrice. Ma vediamo l’origine della locuzione che ci è stata tramandata dal gergo militare.
Nei tempi passati nell’arma di Cavalleria militavano, per lo più, nobili e ricchi, mentre nella Fanteria prestavano servizio soldati di umili origini che nulla potevano contro i soprusi cui venivano sottoposti da parte dei cavalieri: ai fanti venivano sequestrati vesti, coperte, vettovaglie e tutto ciò che potesse rendere più confortevole la vita militare al “cavaliere”.
Va da sé che gli oggetti passati in cavalleria non venivano più restituiti ai legittimi proprietari: di qui il passaggio di significato.

08-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Rinnovare il carcere duro

L’accezione primaria del verbo rinnovare è rendere nuovo , si veda rinnovare.
Questa piccola premessa per introdurre un titolo di Libero di alcuni giorni fa, anzi un sommario, come si dice in gergo giornalistico: « Nel 1993 il Guardasigilli Conso non rinnovò il carcere duro a 140 boss ».
Tralasciamo il barbarismo boss e occupiamoci del verbo, che a nostro modo di vedere è adoperato impropriamente se non, addirittura, errato.
I titolisti del giornale avrebbero dovuto impiegare un verbo appropriato, nella fattispecie confermare, prolungare e simili.
Qualche linguista d’assalto ci contesterà, ma andiamo avanti convinti della bontà della nostra tesi. Etimo.it - rinnovare

07-02-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink