Avere i grilli per la testa
Navigando in Rete abbiamo trovato questo intervento. Avere i grilli per la testa significa avere idee stravaganti.
Il detto avere dei grilli per la testa ha una base reale: infatti, all'interno delle cellule del cervello ci sono moltissimi geni grillo , ovvero sequenze di Dna che saltano da un punto all'altro del genoma, modificandolo.
In pratica, grazie a questi salti casuali risulta che il Dna di ogni singolo neurone del cervello può essere diverso dal Dna degli altri neuroni e questo rende complessità e unicità del nostro cervello ancora maggiori.
Quindi il genoma del cervello è estremamente variabile. I geni grillo sono elementi mobili del genoma che, con una sorta di meccanismo di copia e incolla , si riproducono da un punto all'altro del Dna in modo casuale.
Nel nostro Dna, di solito, di questi 'salti' se ne verificano pochi, ed è questo che conferisce al Dna umano maggiore stabilità.
Eppure, il team californiano diretto da Fred Gage ha esaminato il Dna di molti organi umani tra cui il cervello e visto che in quest'ultimo i geni grillo sono presenti in numero 100 superiore, segno che si copiano e incollano, cioè che saltano, molto più spesso.
Questi continui salti dei geni grillo modificano il Dna di un neurone rendendolo leggermente differente dagli altri dando unicità genetica a ogni cellula del nostro cervello e quindi spiegando perché ogni cervello è unico, irripetibile e diverso da tutti gli altri.
Sfrondare
Ci scrive Agostino, da località imprecisata: « Buongiorno, prof. Raso! Seguo con interesse la sua rubrica. Ho un dubbio concernente il verbo "sfrondare". Mi potrebbe rassicurare sulla bivalenza sintattica del verbo in questione e sul costrutto? Sfrondare il ramo delle foglie o sfrondare il ramo dalle foglie? La seconda opzione a me sembra errata; ammesso che il verbo si coniughi al passivo, non è ipotizzabile un agente più che una causa efficiente? Il ramo fu sfrondato delle foglie da Mario. Infine delle foglie non è complemento di privazione? »
Gentile Agostino, sì, il verbo sfrondare ha una bivalenza sintattica avendo due attanti (soggetto e complemento) e si costruisce con la preposizione di (semplice o articolata). Il verbo significa, infatti, privare , e ci si priva di qualcosa, non da qualcosa.
La seconda opzione, quindi, come giustamente osserva, non è corretta anche se si può trovare nell'uso corrente.
Quanto a delle foglie è un complemento di privazione.
Sfrondare, infine, si può adoperare come intransitivo pronominale (la pianta comincia a sfrondarsi). Essendo transitivo, inoltre, si può usare anche nella forma riflessiva (a mio avviso, però, impropriamente) e passiva, e colui che sfronda è, per l'appunto, un complemento di agente.
Si può avere, però, anche un complemento di causa efficiente: l'albero è stato sfrondato dal vento.
Coloro che si imbattono per la prima volta nel termine linguistico attante possono cliccare su questo collegamento: Wikipedia - Attante
Morire con le scarpe ai piedi
Ci scrive: Massimo A. da Grottaferrata (RM): « Gentile Signor Raso, la seguo da molto tempo, leggendola ho appreso moltissime cose che non sapevo. Le scrivo per una curiosità: vorrei sapere cosa significa (e perché si dice) “morire con le scarpe ai piedi”. Quest’espressione l’ho sempre sentita da mia nonna. Grazie e cordiali saluti ».
Cortese Massimo, la locuzione mi sembra intuitiva: non morire nel proprio letto.
Si dice di persona che muore all’improvviso, ma soprattutto di morte violenta; con le scarpe ai piedi, dunque, perché non si trova nel proprio letto.
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