L'omertà

L’omertà, leggiamo dal vocabolario Gabrielli in rete, è una forma di complicità tra gli appartenenti alla malavita, per cui una persona colpevole di reato viene protetta, anche da parte di chi ha subito il danno, celando la sua identità alla giustizia, onde evitare vendette e, per estensione, un legame di solidarietà tra gli appartenenti a una stessa categoria di persone, per cui ciascuno tiene celato l'operato dell'altro per propria opportunità o reciproco interesse.

Quanto riportato dal vocabolario non soddisfa, però, il cortese lettore Giampaolo D. di Salerno, il quale desidera notizie più approfondite. Insomma, si domanda e ci domanda il gentile amico: « Che cosa è questa omertà, soprattutto donde trae il nome

La risposta non è semplice, cortese Giampaolo, perché l’origine del nome è incerta, quasi sconosciuta. Alcuni fanno derivare la voce dal dialetto napoletano umertà ( umiltà ) quasi a volere sottolineare la totale sottomissione (con umiltà ) degli uomini alle leggi della camorra e del suo capo.

Altri, invece, ritengono sia di origine siciliana riconducibile allo spagnolo hombredàd ( virilità ), da hombre ( uomo ). In questo caso la voce sarebbe da interpretare come comportamento, atteggiamento da vero uomo, rispettoso della legge del silenzio. Veda anche questo collegamento: Wikipedia - omertà

19-12-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sdare

Un verbo da salvare perché è in via di estinzione: sdare. Significa sbagliare, ingannare.

Adoperato in forma riflessiva sta per scoraggiarsi, impigrirsi, non aver voglia di fare una cosa , avvilirsi.

Lo attestano ancora il GDU del De Mauro: «v.intr. e tr. (io sdo /zd;*/) * tosc. [av. 1614; der. di dare con s–] 1 v.intr. (avere) sbagliare, ingannarsi 2 v.tr., svendere una merce» e il Palazzi: «rifl. rar. impigrirsi, non avere più voglia di fare una cosa, diminuire di alacrità, cessare: ormai si è sdato dalla musica — avvilirsi: costoro alla minima contrarietà si sdanno».

16-12-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Vistoso

Due parole sull’uso corretto dell’aggettivo vistoso che, come si intuisce, significa che dà alla vista, attira la vista , quindi, appariscente, vivace, chiassoso.

A nostro modo di vedere è adoperato correttamente solo se riferito al colore di un vestito o di qualcosa (o anche a una donna più appariscente che fine, elegante): una cravatta dai colori vistosi; una ragazza vistosa; un'automobile vistosa.

Oggi è invalso l’uso di dare a quest’aggettivo — per estensione — un significato che, propriamente, non ha: grande, grosso, ragguardevole, ingente, abbondante e simili: è un palazzo vistoso; una vistosa ricompensa; una vistosa eredità.

I vocabolari, però, non sono dalla nostra parte. A nostro giudizio, insomma, gli aggettivi grande, grosso, ragguardevole, ingente. abbondante e simili non si possono adoperare come sinonimi di vistoso.

15-12-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink