Neologismo

Se si chiede a qualcuno, a bruciapelo, che cosa è un neologismo questi risponde: Una nuova parola. E ha perfettamente ragione.

Il termine, infatti, non schiettamente italiano, provenendo dal francese néologisme e questo dalle voci greche ???? (neos, nuovo) e ????? (logos (discorso, parola) significa, appunto, parola nuova.

Non tutti sanno, però, che un neologismo non deve essere necessariamente un “nuovo vocabolo”. Talora può trattarsi di parole vecchie, già da tempo in uso, ma adoperate con un nuovo significato. Un esempio: austerità. Il termine, infatti, ha perso il significato originario per prendere quello di “limitazione dei consumi e delle spese”.

28-11-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Io evàporo? No, evapóro

Due parole sulla giusta ortoepìa del verbo evaporare che — contrariamente all’uso comune — deve avere l’accentazione piana nella prima persona del presente indicativo (evapóro), non sdrucciola (evàporo). Perché?
Semplice: essendo un verbo denominale, vale a dire un verbo derivato da un nome (sostantivo), deve mantenere la medesima dizione del sostantivo dal quale deriva, nel caso specifico vapóre.
Quindi: io evapóro, non evàporo. Lo stesso discorso per quanto attiene al verbo valutare.
Dizionario RAI.it - evaporare
Dizionario RAI.it - valutare

27-11-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Portafogli e portafoglio

Consigliamo a coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere di non adoperare i due termini indifferentemente.

Si adoperi il primo sostantivo per indicare la custodia di pelle in cui riporre i documenti e le banconote; si usi il secondo termine, invece, per designare la funzione di un ministro che, pur nel governo, non è titolare di un dicastero particolare: ministro senza portafoglio (non portafogli).

Il nostro, ripetiamo, è un consiglio perché i due termini, nell’uso, sono l’uno sinonimo dell’altro come si evince cliccando su portafoglio Dizionari Repubblica.it - portafoglio

23-11-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink