Azzittati!

Crediamo sia giunto il momento di sfatare un’altra baggianata che ci hanno insegnato a scuola, vale a dire la scorrettezza del verbo azzittare (far tacere).
Guai se qualcuno accennava la.... a, veniva subito redarguito dall’insegnante che si affrettava a correggere: «si dice zittire, bestiola!» La bestiola, invece, era lui (o lei) che non sapeva che azzittare, con la variante azzittire, è, invece, forma correttissima al pari di zittire (questo, forse, più adoperato).
È il medesimo caso, insomma, del verbo scancellare che alcuni insegnati, ancora, si ostinano a ritenere errato.
Azzittare, dunque, lo troviamo in molti autori tra cui Vittorio Alfieri; inoltre è riportato dai vocabolari (non tutti, per la verità).

Vediamo il Gabrielli in rete: 
Dizionari Repubblica.it - azzittare
Dizionari Repubblica.it - azzittire
Dizionari Repubblica.it - zittire

20-04-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Avere lo scrupolo del tarlo

Per il significato e l’origine di questa locuzione chiediamo aiuto a Ludovico Passarini, un... luminare dei modi di dire.
«Questa meschina e pur dannosissima bestiolaccia aveva a poco a poco, insensibilmente, e dirò così, sotto pelle, cheto cheto, roso e mangiato un Crocefisso, non so se di legno o di carta pesta. Giunto il tarlo co’ suoi dentini al primo chiodo, gli vennero gli scrupoli, si scosse, e fermatosi disse come inorridito: «Oh, il peccato di rodere questo sacro ferro non lo fo davvero!».
Da questa favoletta il proverbio che dipinge in miniatura quell’empio il quale, fatto d’ogni erba un fascio liberamente e senza correre alcun pericolo, allora che gliene capita una, che potrebbe scoprirlo per un birbante, invitato a farla dice: «Oh, coteste cose non faccio io!».
In conclusione favola e motto vogliono significare che l’ipocrita, non potendo per qualche ragione far cosa illecita, dice di non dovere; e così non perde il credito fra la gente. Anche la volpe di Esopo vista l’uva troppo alta da non poterla addentare disse che era acerba; ma questa il disse per rispetto umano, diremmo noi, cioè per non scapitare nella nomea d’ingegnosa; e fu bugiarda; quello per non essere un tristo, e fu solennissimo ipocrita».
Per concludere: lo scrupolo del tarlo è un morbo subdolo che penetra nell’animo delle persone — tarlandolo — e le rende ipocrite.

15-04-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Esempio

Un altro esempio, di parole adoperate inconsciamente, per pratica, è proprio il vocabolo… esempio.
Anche questo sostantivo ha perso il significato originario (recondito) che aveva per assumerne un altro.
Quando nacque, dunque — come sempre dal latino exemplum — voleva dire cosa acquistata, prelevata, cavata fuori da altre (con le medesime caratteristiche), essendo composto, il vocabolo, con ex (detrattivo) e il verbo emerere (comperare).
Chi compra una cosa non trae, non cava fuori da altre cose della stessa specie ciò che ritiene migliore?
Da qui, il significato moderno di cosa cavata fuori per farne un modello, vale a dire un… esempio.

13-04-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink