Partire a cavallo e tornare a piedi
Il modo di dire è tratto da un proverbio che recita: «La superbia partì a cavallo e tornò a piedi».
Il significato ci sembra intuitivo: dedicarsi anima corpo a un’impresa grandiosa e uscirne sconfitti, umiliati e delusi; avere grandi progetti e non vederli realizzati.
La locuzione fa riferimento ai tempi andati in cui i cavalieri cercavano, con le loro scorrerie, di conquistare i territori altrui.
Ritornare in patria dopo aver perso anche il proprio cavallo era il massimo dell’umiliazione e della sconfitta.
In incognito? No, incognito
Abbiamo notato, con stupore, che si va sempre più diffondendo l’uso di scrivere (e dire) in incognito invece di incognito: il cantante è giunto a Roma in incognito. La locuzione corretta è solo incognito.
L’aggettivo, infatti, proviene dal latino incognitus, composto con la preposizione negativa in e il participio passato di cognoscere (non conosciuto).
Diremo, perciò — correttamente — che il cantante è giunto a Roma incognito.
Avvertisco
Desueto ma non errato. Cari amici, avvertisco è forma desueta ma non errata. Il predetto verbo della III coniugazione si può coniugare regolarmente o con l’infisso -isc-: avverto e avvertisco.
Questa forma si trova in molti autori del passato tra cui Lodovico Ariosto e Niccolò Machiavelli.
Personalmente, però, la sconsigliamo, anche se non si può ritenere errata.
È riportata, infatti, anche da alcuni vocabolari tra cui il Gabrielli in rete: avvertire Dizionari di Repubblica.it - avvertire
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