Qualcuno volò sul nido del cuculo

La pronuncia corretta del nome di questo uccello è piana, vale a dire con l’accento tonico sulla seconda u (cucùlo).
Si veda questo collegamento: Dizionario RAI.it - Cucùlo

12-01-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il regalo della Befana

Fra due giorni è la festività della Befana e la tradizione vuole che porti i regali ai bambini (ma non solo) che si sono comportati bene durante l’anno appena trascorso. Noi intendiamo fare un regalo ai nostri amici lettori parlando del... regalo.
Che cosa è questo regalo? Per saperlo dobbiamo chiamare in causa il padre della nostra lingua: il nobile latino. È necessario, però, prendere il discorso un po’ alla lontana. I Latini, dunque, avevano un verbo, regere, passato pari pari nella lingua volgare (l’italiano) se si eccettua l’aggiunta di una g (reggere). Questo verbo aveva un’infinità di significati: governare, guidare, reggere, condurre, dirigere.
Il sostantivo re, infatti, non è altro che un deverbale, vale a dire un nome derivato dal verbo reggere, precisamente è l’accusativo re(gem) tratto da regere, per l’appunto. Il re, dunque, è colui che regge le sorti di uno Stato. Da re sono stati formati gli aggettivi regio e regale.
Da quest’ultimo vocabolo, attraverso la lingua dei nostri cugini spagnoli, ci sono giunti i termini regalo e regalare. Il regalo, propriamente, è un dono al re, mentre lo spagnolo regalar — sempre propriamente — significa rendere omaggio al re.
Attraverso i secoli il regalo ha perso il significato originario di dono al re assumendo l’accezione generica di dono e il verbo regalare quella — sempre generica — di offerta che si ritiene utile e gradita.

04-01-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il plurale di capodanno

Qual è il plurale di capodanno? Molti vocabolari, a nostro avviso, confondono le idee perché ammettono vari plurali: capodanni, capidanno e capidanni. Il Treccani in rete, addirittura, lo attesta come sostantivo invariabile (e non comuni le forme plurali).
Il termine, innanzi tutto, si può scrivere, nella forma singolare, anche scisso: capo d’anno. Per quanto attiene al plurale uno solo, a nostro modo di vedere, è quello corretto: capodanni.
Questo in ottemperanza alla “legge” che regola la formazione del plurale dei sostantivi composti con capo. La suddetta legge stabilisce l’invariabilità di capo (prende il plurale solo il secondo elemento) quanto questo ha il significato di primo, principale: il capolavoro (lavoro principale), i capolavori; il capocuoco (il primo cuoco) i capocuochi; il capoluogo (il luogo principale), i capoluoghi.
Il capodanno, quindi, essendo il primo giorno dell’anno farà il plurale mutando solo il secondo sostantivo: capodanni

29-12-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink