Fare le scarpe

Numerosi amici ci hanno chiesto di spiegare il significato e l'origine della locuzione che avete appena letto. Quest'espressione, notissima negli ambienti di lavoro, significa danneggiare qualcuno in modo subdolo, riferendo ai superiori le presunte malefatte — a insaputa della vittima, naturalmente, e fingendosi amico — allo scopo di prendergli il posto e arrivare, così, 'velocemente', alla carica tanto ambita.
L'origine del modo di dire non è molto chiara. Alcuni danno al verbo fare il significato gergale di rubare: il malfattore, approfittando della fiducia della vittima, che lo ritiene amico, le sfila le scarpe mentre dorme.
Italo Marighelli invece, nel suo Parole della naia, dà questa spiegazione: «Chi muore lascia le scarpe a chi resta, così si è diffuso fra i soldati del primo Novecento il lasciare le scarpe per dire morire in guerra, dove uno è portato anche ad anticiparsi l'eredità scalzando il vivo. E di qui sarà arrivato quel far (come togliere) le scarpe al prossimo, ossia superare (qualcuno) in carriera mettendolo praticamente nell'impossibilità di percorrere la strada della competizione gerarchica: far le scarpe a uno — nota infatti il Lapucci fra i modi di dire italiani del nostro secolo — (cioè) dare cattive referenze di uno, riferirne ai suoi superiori, a sua insaputa, le malefatte in modo da comprometterne il prestigio, ma è espressione che non persuade semanticamente e trova ostacoli d'ordine cronologico».

30-01-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink


Allungare il collo

Quante volte, amici lettori, avete sperimentato sulla vostra pelle questo modo di dire il cui significato — noto a tutti — è esser costretti a una lunga e impaziente attesa? Attendere troppo a lungo, insomma, ciò che si desidererebbe, invece, avvenisse il più presto possibile.
Particolarmente, gentili amici, mentre si è in attesa del pranzo. Singolare, a nostro avviso, la spiegazione che danno, in proposito, le note linguistiche al «Malmantile racquistato» (un poema
burlesco): «Aspettare che venga da mangiare; poiché quando uno in qualche conversazione ha grande appetito, si rivolge sempre da quella parte, donde vengono le vivande: e sta col capo elevato (ond'è che il collo s'allunga) per vedere il primo l'arrivo del cibo bramato. Questa maniera si trasporta ancora a significare la pena che si prova nell'aspettare qualsivoglia cosa desiderata, dicendosi in tal caso: voi mi fate allungare il collo».
Di significato affine la locuzione fare il collo lungo come quello d'una giraffa.

29-01-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il letame e la letizia

Avreste mai immaginato che il letame e la letizia sono "fratelli" e "sorella", derivando dallo stesso padre, il verbo latino laetare (allietare, rendere allegro)?

Il letame, infatti, in latino laetamen, rallegra un terreno rendendolo fertile . Il verbo in questione, infatti, è un denominale provenendo dal sostantivo latino laetum, voce rurale che originariamente valeva fecondo, fertile per passare, in seguito, al significato di lieto, allegro e simili. Di qui, il sostantivo letizia.

Quante sorprese ci riserva l'etimologia. E la chiamano scienza barbosa!

28-01-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink