Dintorno e... d'intorno
Crediamo di fare cosa gradita ai gentili lettori, che seguono le nostre modeste noterelle, spendere due parole su una… parola che può essere tanto avverbio quanto sostantivo: dintorno. Quando è in funzione avverbiale, con il significato di “intorno”, “da ogni parte”, “tutto in giro”, si può anche scrivere con la “d” apostrofata (d’intorno): gli sedevano tutti dintorno/d’intorno per festeggiarlo. Quando, invece, è in funzione di sostantivo e vale “vicinanza”, “luogo vicino”, la grafia deve essere tassativamente univerbata e si usa, per lo piú, nella forma plurale: i dintorni di Roma; il mio amico abita nei dintorni. Si veda anche questo collegamento:
RAI.it - Dizonario
Il tànghero e il «tanghista»
Incredibile, ma vero. Tempo fa, le nostre povere orecchie, anzi, correttamente, i nostri poveri orecchi, ebbero la sventura di udire queste frasi: “Giulio, accendi il televisore, c'è il campionato internazionale di tango al quale partecipano tutti i migliori tàngheri”. Facemmo fatica a trattenere il sorriso per non offendere i nostri illustri ospiti. Il tànghero, con il rispettivo femminile (tànghera), chiariamolo subito, è la persona zotica, rozza, ottusa e villana: con te non si può discutere, sei proprio un tànghero! La sua origine, vale a dire l'etimologia, è sconosciuta. Il linguista Ottorino Pianigiani, però, avanza un'ipotesi che facciamo nostra: «Dal barb. latino ‘tànganum che corrisponde con l'antico francese ‘tangre', ostinato, resistente, affine al verbo francese ‘tangoner', stringere, e al modello tedesco ‘Zange', e deriva da una radice germanica ‘Tahn-', tener saldo, tener fermo (…)». Il tànghero, potremmo dire, è la persona “ferma sulle proprie posizioni”, quindi ostinata, e “tiene strette le sue idee”.
Per quanto attiene, invece, al ballerino professionista di tango - non avendo un nome specifico - proporremmo di chiamarlo "tanghista" (il tanghista, la tanghista). Il suffisso "-ista", infatti, si adopera per indicare la persona che svolge una certa attività: violino/violinista; camion/camionista; bar/barista ecc. Perché, dunque, non chiamare "tanghista" chi, per professione, balla il tango? Che ne pensano gli amici blogghisti? Attendiamo i loro cortesi commenti.
come si dice...
Come si chiama la persona che legge qualunque cosa che le capiti sotto gli occhi? Non ha una denominazione specifica. Proponiamo “leggivoro” (dalle voci latine “legere” e “-vorus”, da “vorare”, divorare), sulla scia di onnivoro: Mario è proprio un leggivoro, legge di tutto. Che ne pensano gli amatori della lingua?
15-12-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink- Dizionario italiano
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