Perché quando si festeggia si dice hip hip urrà?

Secondo alcuni studiosi, questa abitudine deriverebbe dagli usi militari del Settecento: “Huzzah!” era l’urlo di gioia dei marinai inglesi dell’epoca.

Questa espressione gergale sarebbe passata nella lingua inglese (“hurra”) e poi in quella francese (“hourra”), prima di essere adottata, nell’800, anche in Italia.

Secondo altri, all’origine dell’incitamento ci sarebbe l’urlo di battaglia dei soldati prussiani d’inizio Ottocento, oppure quello dei cosacchi lanciati all’attacco.

“Hip” deriverebbe invece da “hep” o “hup”, usati per cadenzare il ritmo di marcia dei soldati. Lo stesso grido veniva però usato da pastori e carrettieri per incitare gli animali. Altre ipotesi lo farebbero derivare dall’acronimo della frase latina Hierusalem est perdita (“Gerusalemme è in rovina”) con cui i Romani annunciarono nel 135 d. C. la distruzione della città. Oppure dal grido di scherno “Hep! Hep!” che accompagnava le persecuzioni contro gli ebrei in Europa orientale, ai primi dell’Ottocento.

05-12-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


La recluta

Due parole due sulla recluta che non ha nulla che vedere con la… reclusione, come ci è capitato di sentire. Il termine non è schiettamente italiano, è giunto a noi attraverso il francese e lo spagnolo.
Il vocabolo, dunque, è pari pari lo spagnolo “reclúta”, tratto dal francese “recrue”, participio passato femminile del verbo “recroître” (ricrescere) e significa, propriamente, ‘ricrescita’.
La recluta, dunque, è la “ricrescita”, vale a dire – come spiega il Tommaseo, “l’accrescimento delle milizie per giunta di nuovi militi”.
Da notare, in proposito, che i puristi vorrebbero si leggesse “reclúta” come lo spagnolo, con l’accentazione piana; anche perché sarebbe una dizione piú “italiana” in quanto la maggior parte delle parole della nostra lingua hanno l’accentazione piana.

04-12-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Collezionare e collazionare

Si presti attenzione a questi due verbi perché molto spesso si confondono; hanno, invece, significati diversi. In comune hanno solo il fatto di essere verbi denominali, derivati, cioè da sostantivi (nomi). Il secondo, in particolare, dovrebbe essere noto agli operatori dell'informazione e a tutti coloro che lavorano in ambito editoriale. Vediamo, dunque, il significato dei due verbi secondo il vocabolario Gabrielli in rete:

collezionare [col-le-zio-nà-re] (collezióno) v. tr.
Fare collezione, raccogliere in collezione: c. stampe antiche, francobolli
collazionare [col-la-zio-nà-re] (collazióno) v. tr.
FILOL Confrontare un testo copiato o stampato con il suo originale, o più copie tra loro, per giungere alla lezione del testo originale: un libro collazionato sull'originale manoscritto
‖ EDIT Confrontare una bozza con un'altra o con l'originale per verificare l'esattezza del testo riprodotto
‖ ant. Confrontare

01-12-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink