Il tressettista

Se non cadiamo in errore non esiste un termine specifico per indicare la persona che, in una gara, si cimenta nel gioco del tressette.

Perché non denominarla “tressettista”? Il suffisso ‘-ista’, sin dall'antichità, si affigge in italiano a basi lessicali verbali e nominali per formare sostantivi che designano attività, mestieri, professioni.

Da arte abbiamo artista; da violino si ha violinista ecc. Dal gioco del tressette, dunque, possiamo avere benissimo “tressettista”: Giulio, per il suo stile, è stato giudicato il migliore tressettista fra tutti i partecipanti alla gara. Amici blogghisti, cosa ne pensate?

30-11-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Intorbidire e intorpidire

Ancora due verbi che, nell’uso, spesso si confondono: intorbidire e intorpidire. Come “collezionare” e “collazionare” sono verbi denominali perché derivati da nomi (o sostantivi). Per il loro significato e il corretto uso, questa volta, diamo la “parola” al “Treccani” in rete:
INTORBIDIRE v. tr. e intr. [der. di torbido] (io intorbidisco, tu intorbidisci, ecc.). – Variante di intorbidare, in passato meno com. di questa forma, oggi invece altrettanto frequente (e spesso preferita), soprattutto negli usi fig. e nell’intr. pron.: i. le cose, la mente, la situazione; gli occhi, sotto la fronte corrucciata, gli si erano intorbiditi (Stuparich).
INTORPIDIRE v. tr. e intr. [der. di torpido] (io intorpidisco, tu intorpidisci, ecc.). –
1. tr. Rendere torpido, diminuire la sensibilità e la prontezza di movimento del corpo o d’una sua parte: il freddo, l’inerzia intorpidiscono le membra. Fig., infiacchire, rendere lento, pigro, riferito in genere alle facoltà intellettuali: l’indolenza intorpidisce la mente, lo spirito, la volontà.

2. intr. (aus. essere) Divenire torpido, essere preso da torpore fisico o spirituale: famiglie aristocratiche che intorpidivano nell’eccessivo benessere; anche con la particella pron., soprattutto nel sign. proprio: stando fermo al freddo mi si sono intorpidite le gambe. ◆ Part. pass. intorpidito, anche come agg.: membra intorpidite; volontà intorpidita; avere il cervello intorpidito.

29-11-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il rebusista

L’appassionato di rebus non ha un nome proprio che lo connoti; i vocabolari, per lo meno, non registrano alcun termine in proposito.

Avremmo pensato di chiamarlo “rebusista”, con il solito suffisso “-ista”, che indica attività, professioni e mestieri.

Siamo arrivati secondi, però, perché abbiamo scoperto che il Gradit (l’unico?) attesta “rebussista”.

Onestamente non comprendiamo il motivo della doppia “s”. A nostro avviso il raddoppiamento sarebbe giustificato se il vocabolo “genitore” si leggesse con l’accento sulla “u” (rebús) in cui la consonante ‘s’ si “sente” doppia: rebúss.

28-11-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink