597. Anch'esso, come il futuro semplice, può prendere il senso d'incertezza e dubbio. Se i libri non hanno beneficato lo stato degli uomini in altro, l'avranno (forse lo hanno ecc.) vantaggiato ne' costumi. Gozzi. - La più parte degli sgherri di casa se n'erano andati. Chi avrà cercato (forse aveva cercato) altro padrone, chi si sarà arrolato ecc. Manzoni.

L'imperativo

L'imperativo
598. L'IMPERATIVO esprime direttamente la volontà che una cosa avvenga o si faccia.

599. Il pronome personale di forma soggettiva si tace coll'imperativo: prendi, va, guardate (non prendi tu, o tu prendi), salvo il caso, assai frequente, che il pronome si debba far rilevare per contrapporlo ad altri soggetti espressi o sottintesi; p. es. parlate voi (cioè, invece di altri; ovvero, dopo che hanno parlato gli altri o sim.). - Vedrai quando saranno Più presso a noi, e tu allor li prega (pregali) (tu sta in corrispondenza di essi che saranno più presso). Dante.

600. Dimandal tu ancora Di quel che credi che a me soddisfaccia Ch'io non potrei. (Qui fu si oppone all'io seguente). Dante. - Quel benedett'uomo del signor Curato m'ha impastocchiato certe ragioni che non ho potuto ben capire; spiegatemi voi meglio, perchè non può o non vuole maritarci. Manzoni. - Si deve poi esprimere il pronome ogni volta che il soggetto sia determinato da altre parole. Lasciate ogni speranza voi ch'entrate. Dante. - Vedi addietro, capitolo VI, § 11:

Imperativo negativo
601. Se il comando è negativo, invece della seconda persona singolare si adopera l'infinito preceduto dalla negazione (forse per la ragione che allora la forma dell'imperativo potrebbe confondersi con quella simile dell'indicativo); p. es. non dire di no, non partire, non ti lodare, non temere. - Dante, perchè Virgilio se ne vada, Non pianger anche, non pianger ancora. Dante. - Lasciaci dormire, se ti piace, .... e non ci dare questa seccaggine stanotte. Boccaccio.