189. Nelle preghiere e ne’ giuramenti. Non dir queste cose per amor del cielo. Manzoni. – Per le nuove radici d’esto (di questo) legno Ve giuro ecc. Dante. – Tu li prega Per quell’amor ch’i (li) mena, e quei verranno. Dante. – Dicesi: per pietà, per carità, per favore, par gentilezza ecc.

190. Di rado si usa per in costruzione passiva (vedi P. I, cap. XXIII, § 15 e 16).

191. Da, conforme alla sua natura di complemento locale (vedi qui addietro, § 6) segna propriamente l’origine, e quindi la causa occasionale di un fatto, specialmente coi verbi nascere. provenire, derivare, dipendere da ecc. e simili, o coi verbi prendere, ricevere, comprare, imparare, sapere, udire q. c. da ecc. aspettare, sperare, richiedere q. c. da ecc. giudicare, congetturare da ecc. risultare, apparire da ecc.

192. Dalle quali cose nacquero diverse paure. Boccaccio. – Le parti presero nome dai Bianchi e Neri. Machiavelli. – Avea imparato il modo di far versi da que’ poeti. G. Gozzi. – Dai barbari non si dee far giudizio della natura degli uomini. Leopardi:

193. anche con verbi o con aggettivi che indicano passività, come soffrire, patire, morire, languire e simili; p. es. soffrire da un terremoto, morire dalla fame, dal freddo, languire dalla miseria, scoppiar dalle risa, stanco dalla passeggiata ecc.:

194. e coi verbi transitivi in costruzione passiva per indicare la cosa o persona agente. Il senno della donna da tutti era stato commendato. Boccaccio. (Vedi P. I, cap. XXIII, § 15 e 16).

195. Di segna parimente la causa con molti verbi intransitivi indicanti sensazioni; p. es. morir di farne, di freddo, di peste; infermare di un male, saper di muffa, puzzare di cipolla, risonare di gemiti ecc. stanco di soffrire o dal soffrire;

196. o con verbi pur intransitivi indicanti passioni dell’animo; godere, gioire, piangere, ridere, disperarsi, dolersi, affliggersi, pentirsi, maravigliarsi, vendicarsi di un’ingiuria, innamorarsi di qualche cosa; o con aggettivi di simile significato; contento, geloso, lieto di q. c. o persona. E se non piangi, di che pianger suoli? Dante. – (Gli uccelli) si rallegrano sempre delle verzure liete, delle vallette fertili, delle acque pure e lucenti, del paese bello. Leopardi. – La donna lieta del dono. Boccaccio. – Già mi vivea di mia sorte felice. Ariosto;

197. o con verbi indicanti un giudizio favorevole o sfavorevole, ringraziare, lodare, biasimare, premiare, accusare, condannare, calunniare ecc. alcuno di qualche cosa; o con aggettivi analoghi, reo, colpevole, innocente, chiaro, famoso, celebrato ecc.



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