L'incentivo e l'incantesimo
Dopo l'esuberante, vediamo la nascita dell'incentivo affidandoci sempre a Enzo La Stella. I vocabolari, alla voce in oggetto, recitano: «stimolo, spinta, incitamento». È interessante vedere come si è giunti a queste accezioni.
«L'incentivo, quello stimolo, morale o materiale, che ci spinge a fare di più e di meglio, è oggi così legato allo sviluppo delle vendite secondo il modello americano (si offrono premi in denaro e medaglie ai venditori più aggressivi, i distributori possono sempre sperare in una crociera o in un nuovo banco frigorifero e il consumatore finale è letteralmente bombardato da offerte mirabolanti), che qualcuno lo ritiene derivato dall'inglese 'incentive'. Le cose, però, stanno diversamente. All'origine,infatti, vi è il latino 'incentivus', attributo del flauto, il cui suono alto serviva a dare il tono al 'cantus' di voci e strumenti, già accolto in italiano nel Trecento col più ampio significato di spinta, incitamento, sprone. Anche se il suono è un po' diverso, 'incantesimo' è stretto parente di incentivo, derivando sempre da 'cantus', ma nel senso specializzato di cantilena o formula magica».
Eccetera
Due parole, due, sull’avverbio eccetera(dal latino et cetera) vale a dire e le altre cose, e il resto, il rimanente.
Si adopera — nello scritto e nel parlato — per omettere cose facilmente comprensibili o simili. Si usa, insomma, per sottintendere o per evitare tutto ciò che segue di una enumerazione, di una citazione di cui siano già stati espressi i vari elementi: l’articolo, l’aggettivo, il sostantivo eccetera sono parti del discorso.
Nello scritto si abbrevia in ecc.(si può trovare anche abbreviato alla francese in etc., ma in buona lingua è assolutamente da evitare) e non si fa precedere e seguire dalla virgola.
Si può anche adoperare — forse pochi lo sanno — come sostantivo maschile invariabile: avresti potuto evitare tutte queste ripetizioni con alcuni eccetera.
PS: Taluni fanno seguire ecc. dai puntini di sospensione. Da evitare assolutamente. Si veda, in proposito, questo collegamento:
Forum Accademia della Crusca
Iconografia e icnografia
Ci scrive Oreste P. da Priverno: «Cortese dott. Raso, secondo un mio amico l’iconografia e l’icnografia sono la stessa cosa perché quest’ultimo termine è la forma sincopata del primo. Non sono riuscito a trovare, nei dizionari in mio possesso, la parola sincopata. Ha ragione il mio amico? Grazie se avrò una risposta. Cordialità»
Gentile Oreste, il suo amico, purtroppo è in errore: i due termini hanno significati completamente diversi.
Il primo, come recitano i vocabolari, è lo studio descrittivo dei soggetti e dei modi in cui tali soggetti sono rappresentati nella storia delle arti figurative; il secondo indica la rappresentazione grafica a proiezione orizzontale di un edificio.
Per l’etimologia dei due vocaboli, la rimando a quanto scrive Ottorino Pianigiani. Clicchi sui due collegamenti in calce:
Etimo.it – iconografia
Etimo.it - icnografia
- Dizionario italiano
- Grammatica italiana
- Verbi Italiani
- Dizionario latino
- Dizionario greco antico
- Dizionario francese
- Dizionario inglese
- Dizionario tedesco
- Dizionario spagnolo
- Dizionario greco moderno
- Dizionario piemontese