Andare in vacca

Questo modo di dire, di uso prettamente familiare, si tira in ballo quando si vuole mettere in bell’evidenza il carattere pigro di una persona; si dice anche — naturalmente sempre in senso figurato — di una cosa che si deteriora o di un affare che non va in porto secondo le aspettative.

Dimenticavamo di dire che quest’espressione era adoperata anche nel gergo tipografico, prima dell’avvento del computer, quando le righe di piombo si mischiavano e la composizione risultava inutilizzabile perché... illeggibile. La locuzione trae origine dal linguaggio degli allevatori dei bachi da seta i quali definiscono vacca il baco ammalato: questo diventa giallastro, si gonfia (vacca) e non produce più il bozzolo.

Si veda qui: Dizionario RAI.it

11-10-2014 — Autore: Fausto Raso — permalink


Far lima lima

Ecco un altro modo di dire quasi sconosciuto ma messo in pratica inconsciamente quando si vuol deridere una persona. Chi «fa lima lima», dunque? La persona che vuole, per l’appunto, beffeggiare qualcuno.

Benedetto Varchi, nel suo Ercolano, così spiega la locuzione: «È un modo d’uccellare (deridere, ndr) in questa maniera: Chi vuole dileggiare uno, fregando l’indice della mano destra in sull’indice della sinistra verso il viso di colui, gli dice: lima lima aggiungendovi talvolta, mocceca o moccicane, o altra parola simile, come baggea, tempione, tempie grasse, tempie sucide, benché la plebe dice sudice. Credo che con quel “lima lima” si voglia dire al dileggiato, “rodi rodi”, ‘consumati entro te come fa la lima, buffone’».

Quanto al verbo uccellare per deridere, ci sembra evidente il fatto che il vocabolo è stato preso, in senso metaforico, dall’originario significato del verbo: tendere insidie agli uccelli per prenderli. Di qui il significato figurato di burlare, ingannare, canzonare, raggirare, gabbare, beffare.

Questo verbo, però, è bene precisarlo, è di uso esclusivamente letterario.

04-10-2014 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il diavolo vuol papa Paolo

Questo modo di dire — probabilmente sconosciuto a buona parte dei gentili lettori — dovrebbe esser noto agli amici perugini e a quelli romani, sebbene con qualche sfumatura, in quanto il detto nato in terra d’Umbria è stato trasportato nella città dei Cesari. Ma cosa sta a significare? Che nella vita, a volte, per vivere in santa pace è necessario stridere e tacere.

Si dice, dunque, che questa locuzione sia nata a  Perugia sotto il pontificato di Paolo III il quale, per tenere a bada gli abitanti di quella città (che tentavano di ribellarsi), fece edificare un’immensa fortezza che li dominava da tutte le parti: in questo modo ogni tentativo di sommossa era scongiurato.

Così sottomessi i Perugini dicevano a denti stretti: «Giacché così vuò il diavolo, evviva papa Pavolo». Questo detto perugino, divenuto proverbio, arrivò a Roma trasformato in «il diavolo vuol papa Paolo».

27-09-2014 — Autore: Fausto Raso — permalink