Avere ancora le prime orecchie

Questo modo di dire, forse non molto conosciuto (e, quindi, poco adoperato) si usa, in senso ironico, nei riguardi di giovanissimi che si danno “arie” di persone ricche di esperienza e di “vita vissuta”.

La locuzione allude alle orecchie, in senso scherzoso, come fossero i denti, che si cambiano durante la crescita.

05-01-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink


Nevrile

La maggioranza dei vocabolari non attestano il termine che avete appena letto, anche se "immortalato" in numerosi libri. Si tratta di un aggettivo.

Per saperne di piú si clicchi su:

Accademia della Crusca

Per i libri si veda questo collegamento:
Google Libri

04-01-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink


Dal momento che

Se qualche “linguista d’assalto” dovesse imbattersi in questo portale strabuzzerà gli occhi e, naturalmente, dissentirà su quanto stiamo per scrivere; ma non ci interessa e andiamo avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto.
Vogliamo parlare dell’uso errato, che fanno molti, dell’espressione “dal momento che”. Molte persone, dunque, danno alla locuzione suddetta un significato che non ha: “dato che”; “giacché”, “visto che”, “poiché” e simili. Ci capita di leggere e di sentire, spesso, frasi del tipo: “Dal momento che sei qui aiutami in questo lavoro”.
In buona lingua, “dal momento che”, in frasi simili, deve essere sostituito con “giacché”, “visto che” ecc.: «Visto che sei qui aiutami in questo lavoro». “Dal momento che” ha tutt’altro significato: “dall’istante in cui”, “fin dal momento in cui”: «Quell’individuo non mi dà affidamento dal momento (cioè: dall’istante in cui, fin dal momento in cui) che l’ho conosciuto».

03-01-2018 — Autore: Fausto Raso — permalink