Le vocali? Sono musica
Quasi tutti gli idiomi d'Europa e dell'Asia occidentale ci presentano i suoni delle vocali nell'ordine a tutti noto: a, e , i, o, u. Quest'ordine, sostengono alcuni studiosi di lingue, è arbitrario e capriccioso.
Dopo lunghi, faticosi e approfonditi studi sono giunti alla conclusione che l'ordine esatto è quello che dispone i suoni delle vocali in scala — come le note musicali — secondo una gamma che segni le relazioni correnti tra un suono e l'altro.
Quest'ordine sarebbe — in scala ascendente — u, o, a, e, i oppure — in scala discendente — i, e, a, o, u.
Un musicista ha notato, infatti, che i suoni delle vocali si possono riprodurre artificialmente facendo passare una corrente d'aria attraverso l'ancia di un tubo: accorciando o allargando gradatamente il tubo, i suoni vengono emessi, appunto, secondo l'ordine raccomandato.
Che bello!? — Sì, che bello!
Il linguista Aldo Gabrielli, nel suo Dizionario Linguistico Moderno, condanna le espressioni Che bello!, Che buono! e simili perché — sostiene — in questi casi la congiunzione che ha valore di aggettivo dimostrativo e sta per quale e in quanto tale non può essere unito direttamente a un altro aggettivo ma o a un sostantivo o a un altro aggettivo seguito da un nome.
Noi, sommessamente, ci permettiamo di dissentire: in questi casi bello e buono sono aggettivi sostantivati e stanno per bellezza e bontà: che bello! (che bellezza!), nevica; faremo una bella vacanza. Naturalmente attendiamo una smentita da qualche linguista d'assalto.
Siamo confortati, comunque, da un grande autore: «...e se arriviamo un'altra volta ad avere delle barche sull'acqua, e a mettere i nostri letti laggiù, in quella casa, vedrete che bello starsi a riposare su quell'uscio, la sera quando si torna a casa stanchi, e che la giornata è andata bene». (Verga)
Flagrante e... fragrante
Si presti molta attenzione a questi due termini (flagrante e fragrante) perché molto spesso si confondono l'uno con l'altro. Hanno, invece, origine e significati completamente diversi.
Il primo si adopera nell'espressione cogliere in flagrante cogliere, cioè, sul fatto. Nel linguaggio giuridico indica il reato scoperto nel momento in cui viene commesso: i malviventi sono stati colti in flagrante (nel momento in cui commettevano il reato).
Il secondo è un aggettivo che significa profumato, che emana un gradevole e intenso profumo: la camicia fragrante di bucato.
Etimo.it - flagrante
Etimo.it - fragrante
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