Avere: uso e abuso
Nei giorni scorsi abbiamo visto — nelle nostre noterelle — l’uso e l’abuso del verbo dire e come si può ovviare a questo inconveniente linguistico. Oggi due parole due sull’abuso del verbo avere. Come il solito in corsivo il verbo avere e in parentesi il verbo più appropriato.
Luigi ha finito la convalescenza, ora ha (gode di) ottima salute; ho (nutro) fiducia in te, sono sicuro che non mi deluderai; dopo tanto supplicare il pover’uomo ebbe (ottenne) ciò che chiedeva; nel saggio di ginnastica Giovanna ha avuto (conseguito) il primo premio; ha lavorato giorno e notte senza avere (ottenere) alcun profitto; alla vista di quella cosa meravigliosa ebbe (provò) una commozione profonda; negli scontri con la polizia un dimostrante si ebbe (buscò) un pugno in un occhio; la giovinetta aveva (covava) nel cuore un odio infinito per i suoi sfruttatori; da quell’unico figlio i genitori non avevano avuto (ricevuto) che grandi soddisfazioni; Giulio aveva (sentiva) nel suo intimo una profonda simpatia per quel giovane volenteroso.
Trasparso o trasparito?
Il Gabrielli in rete attesta trasparso come forma meno comune; il Treccani in linea ritiene, invece, trasparito la sola forma corretta. E a nostro avviso ha ragione.
Trasparito per analogia con sparito, participio passato di sparire e non sparso, quest’ultimo participio passato di spargere.
Dizionari Repubblica.it - trasparire
Treccani
«Trasparire
(ant. trasparére) v.
intr. [retroformazione da trasparente] (coniug. come apparire; le forme
trasparsi o trasparvi del pass. rem. sono rare, e il part. pass. è soltanto
trasparito; aus. Essere).
1. a. Essere
visibile attraverso un …»
E visto che siamo in tema di verbi due parole sull’uso corretto di trasudare. Questo verbo, dunque, prende l’ausiliare avere quando acquista il significato di mandar fuori sudore: l’otre ha trasudato; l’ausiliare essere nel significato di uscire fuori come fosse sudore: l’acqua è trasudata dalle pareti di casa.
Una gran gòmena
Si presti attenzione alla pronuncia corretta di questo sostantivo femminile (gòmena) che indica una grande cima da ormeggio di imbarcazioni. La corretta pronuncia, dunque, è sdrucciola, vale a dire con l’intonazione sulla o.
E a proposito di grande, forse non tutti sanno che si può troncare in gran tanto nella forma singolare quanto nella forma plurale, sempre che il sostantivo seguente cominci con una consonante che non sia, però, né s impura né x o z e neppure i digrammi gn, pn, ps: il gran premio, i gran premi; la gran casa, le gran case.
Si può anche elidere sia nella forma singolare sia nella forma plurale davanti a parole che cominciano con una vocale: un grand’uomo; dei grand’ingegneri.
Dizionario RAI.it - gomena
Etimo.it - gomena
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