Esulare...

Il verbo esulare significa andare (volontariamente) in esilio. È, infatti, il latino exsulare, derivato di exsul (esule). Exsul, a sua volta, è composto con la preposizione ex (fuori) e il sostantivo solum (terra, suolo); in senso proprio: che sta fuori dalla terra (di origine).
I vocabolari lo attestano anche con uso figurato nel significato di essere escluso, non essere compreso, non avere attinenza e simili: questo argomento esula dal tema in oggetto.
È un uso, questo, da non seguire se si ama il bel parlare e il bello scrivere. Non si dica, per esempio: questo affare esula dalle mie competenze ma, correttamente, non rientra, non fa parte (e simili) delle mie competenze.
Una curiosità. Il vocabolario Sabatini Coletti in Rete non attesta il significato proprio del verbo:

esulare [e-su-là-re] v.intr. (aus. avere; èsulo ecc.) [sogg-v-prep.arg]
• Essere estraneo, non direttamente dipendente da qlco.: questa decisione esula dalla mia volontà
• sec. XIV

06-01-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


Stranezze linguistiche

La nostra lingua è veramente strana. Chissà se qualche linguista sa spiegare il motivo per cui alcuni medici specialisti hanno la terminazione in -iatra (pediatra, otoiatra) e altri in -logo (dermatologo, cardiologo).
Stando all'etimologia il pediatra, per esempio, è il medico (ιατρός, iatròs) dei fanciulli (παίς, παιδός, paidos); il cardiologo, invece, sempre secondo l'etimologia, è uno studioso (λόγος, lògos) del cuore (καρδία, cardìa).
Secondo l'etimologia, il dermatologo dovrebbe chiamarsi dermatoiatra, il ginecologo ginecoiatra; l'andrologo androiatra; il cardiologo cardioiatra; il radiologo radioiatra; l'allergologo allergoiatra e via dicendo.
E cosa dire dell'ortopedico che va per conto suo? Qualcuno è in grado di spiegare il motivo di queste stranezze linguistiche?

05-01-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


Legare la vigna con le salsicce

Ecco uno dei tanti modi di dire relegati nella soffitta della lingua e, quindi, poco conosciuto.

Si adopera (adoperava?) quest'espressione, spesso in senso ironico, quando si vuol mettere in evidenza il fatto che una persona nuota nell'abbondanza.

E a proposito di salsiccia: si presti molta attenzione nella formazione del plurale; capita sovente di leggere salsiccie, dove quella i è maledettamente errata.

Non è errata, invece (come molti ritengono), la variante grafica salciccia, anche se di uso popolare.

04-01-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink